°+°+° Saint Seiya °+°+°
Title: Giornate di Primavera
Pairing: Saga/Aiolos, per chi lo vuol vedere Kanon/Aiolia
Summary: Kanon riceve una visita dal piccolo Aiolia ma sono interrotti
da...
“Ti ho portato la merenda”.
Kanon guardò allibito il piccolo Aiolia. Sorrideva soddisfatto. Poi guardò il
cestino che gli era stato cacciato fra le mani; dalla stoffa veniva un dolce
odore di albicocche.
Kanon incerto, Aiolia soddisfatto.
“Non ti piace?”.
Il piccino ruppe il silenzio, gli occhioni verdi,
innocenti, spalancati, ammiccanti, birichini.
“No…” le guance di Kanon si arrossarono, all’espressione allibita si sostituì
un’espressione imbarazzata.
“Grazie…”
“Quando la mangi?”
Una risata e un urlo tolsero dall’imbarazzo il
Cavaliere di Gemini.
“SAGA!!”
“Cos’era..”
Kanon riuscì appena a spostarsi per evitare di essere travolto dalla fuga del
gemello. Subito dietro veniva Aiolos, nudo fino alla cintola, un asciugamano
intorno ai fianchi, i riccioli grondanti d’acqua.
Sotto due paia d’occhi Saga cercava di sfuggire alla vendetta di Aiolos.
“Mi volete spiegare cosa succede? E vi pare il modo di comportarsi davanti a un
bambino? Bell’educazione!” esclamò il Cavaliere di Gemini, in braccio Aiolia, al
braccio il cestino della merenda.
La risposta gli arrivò a pezzi e bocconi.
“Aiolos…se l’è, no, no, stammi lontano! Aiutami Kanon.. presa per
uno....scherzetto” Riuscì a interporre il divano tra sé e l’inseguitore.
Aiolos si sporse verso di lui, quasi ringhiando: “E tu chiami scherzetto
togliermi l’acqua calda dopo una dura giornata d’ allenamento?”
“Sei stato abituato a cose peggiori!”
“Non vuol dire niente!”
“Siete proprio dei bambini!” - fu il commento di Kanon - “Meglio toglierci di
qua”
“Sì!” la testolina ricciuta annuì con veemenza, e due piccole braccia si
avvinghiarono al suo collo.
“Fate i bravi” si raccomandò Aiolia, la vocina infantile.
“Ma guardali, Aiolia è partito per Kanon. Poverino.”
Approfittando della distrazione di Aiolos il cavaliere scattò verso l’uscita.
Troppo lento. Aiolos era già calato su di lui. Le sue braccia come morse si
erano chiuse su di lui, cacciò un grido seguito poi da una risata.
“Mettimi giù, mettimi giù!”
Scalciò, si agitò in quella stretta, umida ma ferrea. Quando vide che Aiolos non
si decideva a lasciarlo smise di agitarsi, non sarebbe servito a nulla.
Lo guardò più angelicamente possibile, “Aiolos, per favore, non lo faccio più…”;
gli mancavano solo una coda che si agitasse voluttuosamente arricciandosi su se
stessa, e le orecchie e sarebbe parso proprio un micetto. Aiolos l’immaginò
leccarsi una zampina.
Gli occhi blu lo fissavano dolci.
Lo mise giù, ma le sue mani non gli lasciarono i fianchi.
“Lo sai che devi farti perdonare”.
“E' vero, vieni.”
Stupito il Cavaliere di Sagitter si fece condurre nel bagno.
Presto la stanza fu piena di vapore e aroma di mandorle.
Saga guidò il compagno a calarsi nell’acqua calda.
Sentì, Aiolos, le mani del compagno insaponargli morbide i riccioli. Abbandonato
contro le piastrelle, si godette i palmi delicati frizionargli i muscoli delle
spalle.
La voce fioca, dolce all’orecchio, piena di sentimento gli carezzò l’orecchio…
“Guarda, guardaci…”
Sorridendo Aiolos sollevò le palpebre per vedere il riflesso suo e del compagno
nello specchio. Gli piaceva stare così, le mani di Saga incrociate mollemente su
suo petto, il profumo fresco del compagno, miele e gelsomino, che si mischiava
alle mandorle.
Passò un braccio dietro al collo del cavaliere, per raggiungere le sue labbra.
L’altro non si fece pregare.
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