"Le luci uccidono le stelle"

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°+°+° Saint Seiya °+°+°

Title: Micetti (prologo di "Nascondino")
Pairing: SagaxAiolos
Disclaimers: la sapete la solita pappa "I personaggi non sono miei etc. etc."
Summary: Aiolos non trova più il compagno











“E tu da dove salti fuori?”
Aiolia osservò la piccola palla di pelo agitarsi, cercandosi di liberare.
Avvicinò il viso a quel musetto che gli era familiare ma come poteva un “gatto” somigliare a qualcuno??
Il felino cercò di graffiarlo con la zampa.
“Ehi,ehi, certo che sei aggressivo.”
“Meow.”
Gli occhi blu lo fissarono irati.
“Li aveva già visti da qualche parte?”
Approfittando della sua distrazione il micino si contorse fino ad affondare i dentini sulla mano di Aiolos, non troppo, non voleva fargli male ma doveva trovare assolutamente Aiolos. Sempre che lo riconoscesse.
Il cavaliere lo lasciò andare.
Il felino atterrò sul pavimento e prima che Aiolia potesse muovere un muscolo era già sparito dietro la porta.




Dopo cinque minuti che vagava nel tempio costatò che essere gatto non gli piaceva. C’erano troppe cose giganti che lo mettevano a disagio.
Perso a contemplare il soffitto sopra di sé non fece in tempo a schivare la persona che stava arrivando di corsa.
“Meowwww!”
Aiolos guardò in basso.
Un micetto dai grandi occhi blu lo stava guardando irritato, la coda dolorante.
“Ma non ti avevo lasciato in camera?”
Saga soffiò.
Da quando potevano scambiarlo con…
Frenetico iniziò ad annusare la pelle del cavaliere.
Aiolos non ci capiva più niente.
Era appena tornato dalla lezione di tiro con l’arco quando aveva trovato ad aspettarlo un minuscolo micetto.
Senza pensarci tanto se l’era portato in camera, e ne avrebbe parlato con Saga.
Peccato che nessuno avesse visto il suo compagno.
Adesso si stava rivolgendo all’unica persona che non aveva interpellato, sperando che Aiolia potesse dirgli dov’era finito Saga, quando un gatto, identico a quello di prima gli era finito addosso.
O meglio, lui era finito addosso al gatto.
E a vederlo girare ai suoi piedi, ad annusarlo, la testa cominciava a girargli.
Vide il micio salire sulla finestra del corridoio, fissarlo con i grandi occhi di cielo.
E..

Gli tirò una zampata.

 

“Come aveva osato scambiarlo per il gemello?”
Un giorno avrebbe commesso un fratricidio, ne era sicuro. Peccato che poi Atena non gli avrebbe permesso di vedere Aiolos, dunque doveva controllarsi.
 

Soffiò.
 

Quell’immagine fece scattare qualcosa nella mente del Cavaliere di Sagitter.
Il pelo morbido, le orecchie alzate, la figura snella, e soprattutto quegli occhi così irati e belli non poteva confonderli.
“Saga?!”
“Meow.”
Si voltò dall’altra parte, la coda alzata altezzosamente.
Sì, era proprio Saga.
Provò a sfiorarlo.
Si scostò abbastanza rapidamente da evitare la seconda zampata.
“Ma perché quella reazione? Che ho fatto?”
“Meow!” Saga lo fissò contrariato.
Saga di solito si comportava così quando era geloso. Diventava letteralmente intrattabile.
“Aspetta…non è che anche Kanon…”
Saga agitò la coda, come per rimproverare la sua tarda intuizione.
Lentamente però l’espressione contrariata, di fronte a quel verde mare si fece pensierosa.
Accucciato, adesso il micino dondolava lento la coda, dal davanzale.
“Ehi, che c’è adesso?”
Si avvicinò alla morbida palla di pelo.
Saga si sporse verso di lui, leccandogli il graffietto sulla guancia, quasi a chiedergli scusa.
“Domani parlerò con Atena, saprà senz’altro cosa fare”
Quando fece per prendere il compagno in braccio questi gli sgusciò via dalle braccia, atterrando leggero sul pavimento, schizzando via, verso la loro camera.
Certo, costatò Aiolos, anche da gatto Saga manteneva la sua indipendenza e il suo caratterino.













 

 

 

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