"Le luci uccidono le stelle"

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°+°+° Saint Seiya °+°+°

Titolo: Sotto il Portico
Pairing: Saga/Aiolos
Summary: qualcuno sotto il portico ornato dalle fronde della vite si gode il caldo sole del mezzogiorno, aspettando qualcuno...





Il vento soffiava. Soffiava sempre là, sotto i portici, là, faceva ondeggiare le foglie della vite, là, portava l'odore del mare, il dolce sale del mar di Grecia.
Là i sottili raggi del sole filtravano in quell'intricata tela di foglie e rami, e si rifletteva sulle pietre lisce del lastrico, facendo sembrare il sentiero una lunga via dorata. E là nella luce sedeva un cavaliere. Il volto inclinato all'indietro, un gatto sornione, a godersi il sole tiepido del mezzogiorno.
Le palpebre erano abbassate, e le lunghe ciglia formavano ombra sugli zigomi alti, il viso cesellato era disteso mentre assaporava quel dolce calore, come in attesa.Il corpo era mollemente abbandonato contro la parete, una gamba allungata sugli scalini di pietra.
Sembrava una statua, bella, scolpita dai più bravi artisti, immobile, solo il lento alzarsi e abbassarsi del petto tradiva la vita che scorreva in essa.
Le membra intorpidite, rivelavano i muscoli rilassati, le mani bianche erano poggiate in grembo nella posa più naturale, stava forse dormendo, il cavaliere?
Gli occhi chiusi, il volto disteso, le labbra leggermente dischiuse, come in attesa di un bacio, un leggero sorriso, il collo di cigno piegato per assaporare la carezza della luce.
Il sole giocava su quella pelle di seta, un raggio birichino accarezzava il collo e malizioso scendeva giù, illuminando il petto biaco che ad ogni respiro s'intravedeva quando la veste si scostava dal corpo.
Un'altro, gli carezzava le mani affusolate, le dita sembravano immerse nella neve, gioco di luce, evanescenti.
Poi, il vento portò un nuovo profumo, avvertì la figura delicata adagiata sulle scale di una nuova presenza.
Ma gli occhi rimasero chiusi, celati dalle palpebre abbassate. Dormiva?
Passi silenziosi si posarono su quel fiume di luce, un corpo vigoroso si stagliò nella luce. Un paio di occhi verdi si posarono con dolcezza sulla figura intenta ad assaporare un momento di pace. Si fermò a osservarlo, da lontano, per non disturbarlo, illuminato dal sole del mezzogiorno, le lunghe dita affondate nella stoffa, il capo reclino, le labbra dischiuse.
Dormiva? O semplicemente era in attesa di qualcosa?
Il vento impaziente lo spinse, giocherellone, alla schiena.
Quando gli fu davanti, l'altro aprì gli occhi, a rivelare due laghi blu, in cui affogare dolcemente. Lo guardò, sornione, lo studiò, l'espressione tra il benvenuto e il curioso, e l'amore.
Aiolos si accovacciò, fino a sfiorare quel corpo da sogno, quella figura che portava con sè quanti segreti, ancora un mistero per lui, ma così chiara nel suo sentimento, si avvicinò, e un profumo di libertà, notte, mare, fiori d'estate gli arrivò alle narici.
Lo fissò, ancora, con quegli occhi belli da far male, lo fissò ed entrambi si persero. Parole silenziose furono pronunciate, parole d'amore.
Una mano bianca si alzò dalla sua immobilità, si mosse, con un gesto morbido del polso invitò l'altro a sedersi.
Aiolos sorrise, rivelando i denti bianchi che risaltavano con la sua pelle ambrata.
Si sedette, prendendo quelle mani fra le proprie, giocherellando con le dita, mentre guardava il compagno con sentimento.
Sfiorò con un bacio la guancia dell'altro. Non servivano parole in quei momenti.



 

 

 

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